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10 Gennaio 2021 – BATTESIMO DEL SIGNORE (Anno B)

giovedì 7 gennaio 2021
10 Gennaio 2021 – BATTESIMO DEL SIGNORE (Anno B)

“Nelle acque del Giordano:
ciò che ci qualifica come cristiani”

Letture: Is 55,1-11; Is 12,2-6; 1 Gv 5,1-9;

 

Dal vangelo secondo Marco (Mc 1, 7-11):
In quel tempo, Giovanni proclamava: «Viene dopo di me colui che è più forte di me: io non sono degno di chinarmi per slegare i lacci dei suoi sandali. Io vi ho battezzato con acqua, ma egli vi battezzerà in Spirito Santo».
Ed ecco, in quei giorni, Gesù venne da Nazaret di Galilea e fu battezzato nel Giordano da Giovanni. E, subito, uscendo dall'acqua, vide squarciarsi i cieli e lo Spirito discendere verso di lui come una colomba. E venne una voce dal cielo: «Tu sei il Figlio mio, l'amato: in te ho posto il mio compiacimento».

“Noi tutti siamo stati battezzati in un solo spirito per formare un solo corpo” scriveva San Paolo indirizzandosi ai Corinzi.

E scrivendo ai Galati così specificava: “Voi siete tutti figli di Dio, in virtù della fede nel Cristo Gesù”. E in effetti tutti voi, battezzati nel Cristo, avete rivestito il Cristo: non c’è più né giudeo né greco, non c’è più né uomo né donna; poiché tutti fate una sola cosa nel Cristo Gesù”.

Bastano questi due passi, fra i tanti che le scritture dedicano al Battesimo, per illustrare il significato del “battesimo con lo spirito” al quale il Battista accenna, nel brano evangelico di oggi, per distinguerlo dal proprio.

È abbastanza facile figurarsi quale esplosiva novità potesse essere, in un mondo spiritualmente diviso e spesso crudele come l’antico (ma del nostro cosa dovremmo dire, coi suoi contrasti e violenze e solitudini?), l’ingresso in una “comunione” che, abolendo frontiere fra nazioni / classi sociali / condizioni / persone, faceva tutti fratelli nella “filiazione da Dio”.

Tutti divengono membri paritari del corpo invisibile del Cristo e di quello visibile della Chiesa.

Tutti sono cittadini di una medesima città che abita in tutte, tutte le attraversa ma tutte le trascende.

Certi brani andrebbero rimeditati spesso, perché solo così si può risalire alla condizione effettiva in cui ci ha situati il battesimo, che non è solo il lavaggio dal peccato originale ma è assunzione di un impegno di vita che compendia tutto ciò che qualifica e sublima l’essere cristiani: restare in conversione, per spogliarci di continuo del “vecchio uomo”, e al tempo stesso farci “tutto in tutti”, per essere “Chiesa”.

Difficile impegno.

È chiaro ma pure dolce se, usando sempre le parole di San Paolo, si considerano i frutti dello spirito: “carità, gioia, pace, longanimità, disponibilità al servizio, bontà, confidenza negli altri, dolcezza, dominio di sé”, quasi a disegnare il modello ideale del battezzato.