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15 agosto 2020 – “ASSUNZIONE DELLA BEATA VERGINE MARIA” (anno A)

giovedì 13 agosto 2020
15 agosto 2020 – “ASSUNZIONE DELLA BEATA VERGINE MARIA” (anno A)

Una Poetessa tra le più sublimi
LETTURE: Ap 11,19a; 12,1-6a.10ab; Sal 44; 1 Cor 15,20-27a 

 

Dal Vangelo secondo Luca  (Lc 1, 39-56):

In quei giorni Maria si alzò e andò in fretta verso la regione montuosa, in una città di Giuda.
Entrata nella casa di Zaccarìa, salutò Elisabetta.
Appena Elisabetta ebbe udito il saluto di Maria, il bambino sussultò nel suo grembo.
Elisabetta fu colmata di Spirito Santo ed esclamò a gran voce:
«Benedetta tu fra le donne e benedetto il frutto del tuo grembo! A che cosa devo che la madre del mio Signore venga da me? Ecco, appena il tuo saluto è giunto ai miei orecchi, il bambino ha sussultato di gioia nel mio grembo. E beata colei che ha creduto nell’adempimento di ciò che il Signore le ha detto».

Allora Maria disse:
«L’anima mia magnifica il Signore
e il mio spirito esulta in Dio, mio salvatore,
perché ha guardato l’umiltà della sua serva.
D’ora in poi tutte le generazioni mi chiameranno beata.
Grandi cose ha fatto per me l’Onnipotente
e Santo è il suo nome;
di generazione in generazione la sua misericordia
per quelli che lo temono.
Ha spiegato la potenza del suo braccio,
ha disperso i superbi nei pensieri del loro cuore;
ha rovesciato i potenti dai troni,
ha innalzato gli umili;
ha ricolmato di beni gli affamati,
ha rimandato i ricchi a mani vuote.
Ha soccorso Israele, suo servo,
ricordandosi della sua misericordia,
come aveva detto ai nostri padri,
per Abramo e la sua discendenza, per sempre».

Maria rimase con lei circa tre mesi, poi tornò a casa sua.

 

Maria, innamorata di Dio, innalza un canto di gioia:

“L’anima mia sente gioia, amore, speranza, vede la grandezza del Signore. E il mio spirito ha gioito nel mio Dio, mio salvatore. Dio ha volto il suo sguardo sul mio nulla, sul nulla della sua serva”.

Maria sente di essere un nulla fuori dal progetto di Dio, progetto in cui lei con il suo “Eccomi, si compia in me la tua volontà” vuole essere totalmente immersa, come lo schiavo che non conta nulla.

Essendo totalmente obbediente a Dio, tutto il suo valore è in Dio.

Come Elisabetta l’ha chiamata beata per la sua fede piena in Dio, così tutte le generazioni la chiameranno beata poiché, attraverso la sua obbedienza, Dio ha potuto fare cose grandi (la redenzione) e manifestare il nome di Dio (la persona di Dio).

Così Maria esalta i frutti della fede e dell’umile fiducia nella misericordia di Dio.

La trasformazione operata da Dio in Maria è così evidente (dalla condizione di serva alla realizzazione di grandi cose), che tutti gli uomini si sentiranno incoraggiati a sperare.

Dio è l’Onnipotente, tuttavia esercita la sua forza prendendosi cura in modo speciale degli ultimi, degli esclusi, degli abbandonati, di tutti i bisognosi.


Maria insiste sui grandi capovolgimenti operati nella storia della salvezza:

-          occorre sentirsi bisognosi per essere salvati e diventare così operatori di salvezza;

-          occorre sentirsi ciechi per ricevere la luce di Dio.


Dio ha agito sempre così:

-          ha rovesciato i potenti dai troni, ha disperso i superbi (coloro che si mettono al posto di Dio),

-          ha innalzato gli umili (quelli che non valgono niente).