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29 Marzo 2020 – V Domenica di Quaresima (Anno A)

giovedì 26 marzo 2020
29 Marzo 2020 – V Domenica di Quaresima (Anno A)

“Il sublime dentro il quotidiano”

1° Lettura: Ez 37, 12-1 - Salmo: 129 - 2° Lettura: Rm 8,8-11

 

Dal Vangelo secondo Giovanni (Gv 11,1-45)

In quel tempo, un certo Lazzaro di Betània, il villaggio di Maria e di Marta sua sorella, era malato. Maria era quella che cosparse di profumo il Signore e gli asciugò i piedi con i suoi capelli; suo fratello Lazzaro era malato. Le sorelle mandarono dunque a dire a Gesù: «Signore, ecco, colui che tu ami è malato».

All’udire questo, Gesù disse: «Questa malattia non porterà alla morte, ma è per la gloria di Dio, affinché per mezzo di essa il Figlio di Dio venga glorificato». Gesù amava Marta e sua sorella e Lazzaro. Quando sentì che era malato, rimase per due giorni nel luogo dove si trovava. Poi disse ai discepoli: «Andiamo di nuovo in Giudea!». I discepoli gli dissero: «Rabbì, poco fa i Giudei cercavano di lapidarti e tu ci vai di nuovo?». Gesù rispose: «Non sono forse dodici le ore del giorno? Se uno cammina di giorno, non inciampa, perché vede la luce di questo mondo; ma se cammina di notte, inciampa, perché la luce non è in lui».

Disse queste cose e poi soggiunse loro: «Lazzaro, il nostro amico, s’è addormentato; ma io vado a svegliarlo». Gli dissero allora i discepoli: «Signore, se si è addormentato, si salverà». Gesù aveva parlato della morte di lui; essi invece pensarono che parlasse del riposo del sonno. Allora Gesù disse loro apertamente: «Lazzaro è morto e io sono contento per voi di non essere stato là, affinché voi crediate; ma andiamo da lui!». Allora Tommaso, chiamato Dìdimo, disse agli altri discepoli: «Andiamo anche noi a morire con lui!».

Quando Gesù arrivò, trovò Lazzaro che già da quattro giorni era nel sepolcro. Betània distava da Gerusalemme meno di tre chilometri e molti Giudei erano venuti da Marta e Maria a consolarle per il fratello. Marta dunque, come udì che veniva Gesù, gli andò incontro; Maria invece stava seduta in casa. Marta disse a Gesù: «Signore, se tu fossi stato qui, mio fratello non sarebbe morto! Ma anche ora so che qualunque cosa tu chiederai a Dio, Dio te la concederà». Gesù le disse: «Tuo fratello risorgerà». Gli rispose Marta: «So che risorgerà nella risurrezione dell’ultimo giorno». Gesù le disse: «Io sono la risurrezione e la vita; chi crede in me, anche se muore, vivrà; chiunque vive e crede in me, non morirà in eterno. Credi questo?». Gli rispose: «Sì, o Signore, io credo che tu sei il Cristo, il Figlio di Dio, colui che viene nel mondo».

Dette queste parole, andò a chiamare Maria, sua sorella, e di nascosto le disse: «Il Maestro è qui e ti chiama». Udito questo, ella si alzò subito e andò da lui. Gesù non era entrato nel villaggio, ma si trovava ancora là dove Marta gli era andata incontro. Allora i Giudei, che erano in casa con lei a consolarla, vedendo Maria alzarsi in fretta e uscire, la seguirono, pensando che andasse a piangere al sepolcro.

Quando Maria giunse dove si trovava Gesù, appena lo vide si gettò ai suoi piedi dicendogli: «Signore, se tu fossi stato qui, mio fratello non sarebbe morto!». Gesù allora, quando la vide piangere, e piangere anche i Giudei che erano venuti con lei, si commosse profondamente e, molto turbato, domandò: «Dove lo avete posto?». Gli dissero: «Signore, vieni a vedere!». Gesù scoppiò in pianto. Dissero allora i Giudei: «Guarda come lo amava!». Ma alcuni di loro dissero: «Lui, che ha aperto gli occhi al cieco, non poteva anche far sì che costui non morisse?».

Allora Gesù, ancora una volta commosso profondamente, si recò al sepolcro: era una grotta e contro di essa era posta una pietra. Disse Gesù: «Togliete la pietra!». Gli rispose Marta, la sorella del morto: «Signore, manda già cattivo odore: è lì da quattro giorni». Le disse Gesù: «Non ti ho detto che, se crederai, vedrai la gloria di Dio?». Tolsero dunque la pietra. Gesù allora alzò gli occhi e disse: «Padre, ti rendo grazie perché mi hai ascoltato. Io sapevo che mi dai sempre ascolto, ma l’ho detto per la gente che mi sta attorno, perché credano che tu mi hai mandato». Detto questo, gridò a gran voce: «Lazzaro, vieni fuori!». Il morto uscì, i piedi e le mani legati con bende, e il viso avvolto da un sudario. Gesù disse loro: «Liberàtelo e lasciàtelo andare».

Molti dei Giudei che erano venuti da Maria, alla vista di ciò che egli aveva compiuto, credettero in lui.   

 

La grandezza teologica di questa scena è tale, che tentiamo di rifugiarci nella concretezza delle cose di ogni giorno. Sentimenti alla nostra portata!

Siamo molto simili ai discepoli che, sapendo la cattiva aria che soffiava per Gesù in Giudea, cercano di trattenerlo.

 

Gesù, però, non li ascolta. E quanti particolari si gustano in quella casa di Betania da Lui tanto amata!

Marta che corre incontro a Gesù, e da un dolce rimprovero per il suo ritardo passa ad una solenne professione di fede. Poi se ne va: a chiamare “di nascosto” la sorella.

Maria, che si alza “in fretta” e va dal Maestro.

Le reazioni opposte dei visitatori: chi ammira Gesù perché si commuove sul morto, chi lo critica per non averlo tenuto in vita.

Infine i particolari, che valgono un poema.

 

Gesù che si “commuove profondamente” e poi “piange”.

Lazzaro, da quattro giorni sepolto, che secondo sua sorella Marta manda già cattivo odore.

Gesù che comanda di levare la pietra, quindi grida: «Lazzaro, vieni fuori!»

E il risuscitato esce dal suo buco, con «i piedi e le mani legati con bende».

 

È una tranche de vie tutta nutrita da impressioni dirette.

 

Immersi in questo “interno familiare” ci giungono alcuni significativi “salti di qualità”.

Certe frasi supreme, come «Io sono la risurrezione e la vita».

O la preghiera di Gesù al Padre.

O l’azione per eccellenza di tutto l’episodio: la risurrezione del morto.

 

Alcuni presenti, in seguito a ciò che hanno visto, credono in Gesù.

Altri corrono a denunciarlo ai farisei.

Non invano!

 

Passeranno pochi giorni: colui che ha ridato la vita a Lazzaro verrà assassinato da chi non ne tollerava più la potenza soprannaturale.