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5 Luglio 2020 – XIV Domenica del Tempo Ordinario (Anno A)

sabato 4 luglio 2020
5 Luglio 2020 – XIV Domenica del Tempo Ordinario (Anno A)

“L’elogio dei piccoli”

LETTURE: Zc 9, 9-10; Sal 144;  Rm 8, 9. 11-13

 

Dal Vangelo secondo Matteo (Mt 11, 25-30):

In quel tempo Gesù disse:

 

«Ti rendo lode, Padre, Signore del cielo e della terra, perché hai nascosto queste cose ai sapienti e ai dotti e le hai rivelate ai piccoli.

Sì, o Padre, perché così hai deciso nella tua benevolenza.

Tutto è stato dato a me dal Padre mio;

nessuno conosce il Figlio se non il Padre, e nessuno conosce il Padre se non il Figlio e colui al quale il Figlio vorrà rivelarlo.

 

Venite a me, voi tutti che siete stanchi e oppressi, e io vi darò ristoro.

Prendete il mio giogo sopra di voi e imparate da me, che sono mite e umile di cuore, e troverete ristoro per la vostra vita.

 

Il mio giogo infatti è dolce e il mio peso leggero».

 

Qualcuno sostiene che ci sono due categorie di uomini: i “selvaggi” e i “domestici” oppure quelli “in piedi” e quelli “seduti”.

È poco più di uno scherzo, ma qualcosa di vero c’è.

Gesù potrebbe stare fra i “selvaggi” e fra quelli “in piedi”, tra coloro che non ti lasciano mai adagiare nel comodo e nel previsto, che ti danno continue scosse, che ti abbagliano e ti scandalizzano.

Come succede nelle letture odierne.

 

Si era sempre pensato, e si continua tuttora a pensarlo, che le risposte finali, agli ultimi perchè, fossero di competenza degli intellettuali, dei pensatori, dei geni.

Gesù rovescia tutto e afferma il contrario: le cose essenziali sono nascoste ai sapienti e agli intelligenti, ma sono rivelate ai piccoli!

E ne dà lode e benedizione al Padre.

 

Chi conosce un poco il mondo, e in particolare i sapienti e gli intelligenti, può veramente stupirsene?

 

Quante volte non abbiamo imparato più da un’anima semplice, anche se ignorante,da un cuore puro, anche se incolto, che da quelli che passano per luminari?

 

Fatta questa premessa,Gesù salta su una vetta teologico-mistica abbacinante: l’esclusiva conoscenza e intimità fra lui e il Padre. Quale sapiente e intelligente ci arriverebbe mai, da solo, a queste cime radiose e insieme oscure?

 

Di una RIVELAZIONE; dunque, c’è bisogno, se non vogliamo fermarci alla buccia delle cose.

E questa rivelazione,a chi è probabile che Gesù la faccia? Ai cervelloni, compiaciuti di stessi, o ai semplici di cuore?

Non è ovvio che saranno preferiti i secondi?

 

Disprezzo della cultura? NO. E i frutti di due millenni di cristianesimo lo dimostrano.

 

Male rivelazioni sulla fede anche i geni le ricevono, in quanto piccoli e in quanto semplici, che si chiamino Dante o Pascal.

Del resto, non è forse giusto?

Come sarebbe iniquo se al cuore della verità, di Dio, arrivassero solo i superdotati mentali.

Che discriminazione sarebbe, che intollerabile privilegio!