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7 Giugno 2020 - Domenica della SS.Trinità (Anno A)

sabato 6 giugno 2020
7 Giugno 2020 - Domenica della SS.Trinità (Anno A)
 “Il nuovo contro il vecchio”
1° Lettura: Es 34, 4b-6. 8-9 - Salmo: Dn 3,52.56 - 2° Lettura: 2 Cor 13, 11-13;

Dal Vangelo secondo Giovanni (Gv 3, 16-18)
«Dio ha tanto amato il mondo da dare il Figlio, unigenito, perché chiunque crede in lui non vada perduto, ma abbia la vita eterna.
Dio, infatti, non ha mandato il Figlio nel mondo per condannare il mondo, ma perché il mondo sia salvato per mezzo di lui.
Chi crede in lui non è condannato; ma chi non crede è già stato condannato, perché non ha creduto nel nome dell’unigenito Figlio di Dio».


Il colloquio fra Gesù e Nicodemo, con cui inizia questo capitolo del Vangelo di Giovanni, mette sempre un po’ i brividi.
E non perché avviene di notte, in un buio spruzzato di luci, di barbe luminescenti, che fa pensare a Caravaggio o a Rembrandt.
Mette i brividi per le cose che Gesù dice, e il tono con cui lo fa.
Un dialogo come infiniti altri nella storia: fra due tipi di potenti o di intellettuali o di saggi.
Due modi di vedere la vita, di affrontare i problemi: il nuovo contro il vecchio, il futuro contro il passato, il rivoluzionario contro il fossile.
Ma forse mai i rappresentanti di due forze opposte hanno colloquiato a livello più alto. E certo mai con tanto amore, tanto rispetto, tanta delicatezza.
Anche quando prendono il volo le grandi idee lanciate da Gesù: lo Spirito, la rinascita dall’alto, il vento che soffia dove vuole, l’ascesa al cielo.

E si giunge, così, ai brevissimi versetti di questa domenica:; il discorso sull’AMORE DEL PADRE.
Per il FIGLIO? È ovvio!

Ma qui, in particolar modo, per NOI, formichine impastate di colpa. Per amor nostro Dio Padre ha sacrificato il suo unigenito.
Perché? È impazzito? Forse!
Ma, secondo questa pazzia, per il Padre celeste ciò che più conta è che noi si abbia la vita eterna.

E insiste: ci ha mandato il Figlio non per giudicarci e condannarci, ma per salvarci.
Tutti?
No, la nostra libertà è una cosa seria, anzi sacra.

Chi non vuol credere, chi chiude gli occhi alla luce, chi preferisce il male al bene, è condannato.
Ma perché ha voluto condannarsi da sé.
Deliberatamente.

Quanti saranno, Signore Iddio? Puoi ridurli ad un numero talmente basso da rasentare lo zero?
Anche così sarebbe tremendo.

Brividi? Si, brividi notturni, brividi di luce, brividi di sublimità,brividi di terrore.

Il non credente ci guarda e sorride.
Si capisce perché.
Ma, sicuramente,nessuno di noi vorrebbe prendere il suo posto.